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LA FESTA ALLO STADIO ZACCHERIA

 LA FESTA ALLO STADIO ZACCHERIA

Un continuo sbandierare, striscioni inneggianti ad undici uomini, ad undici ragazzi, ad undici atleti. Coreografie sugli spalti, dalla curva nord alla gradinata, alla curva sud, alla tribuna. Lo stadio è gremito in ogni ordine di posto, dal più piccolo al più grande, nessuno è voluto mancare a questo evento unico, che una società, ripartita da zero è riuscita con l'aiuto di imprenditori locali, a riportare il calcio a Foggia, quel calcio che vent'anni fa era quasi morto, sparito, cancellato. Rimesso in piedi, da quel ripescaggio che ha ridato fiducia, voglia di essere nel mondo del calcio, quello vero, quello vincente. Diversi presidenti si sono succeduti al timone della società rossonera, che hanno dato il loro contributo a che questa società calcistica rifiorisse e portasse lustro alla città, piena di problemi, che vive ogni giorno, ma che è capace per 90 minuti, dimenticarli tutti. Allo stadio Zaccheria, ieri, c'erano tre generazioni, che sbandieravano i colori rossoneri con un grandissimo sorriso, donne con le B dipinte sul viso, con le sciarpe avvolte ai fianchi, intorno al collo, come turbante. Ogni angolo era composto solo da due colori : il rosso e il nero. Alla fine dell'incontro, che è passato in secondo piano, come fosse un riempitivo dell'attesa festa., si è gioito perchè è stata una festa completa con una vittoria, grazie al gol di Luca Martinelli. I tifosi avversari, hanno dato onore allo stadio alla squadra e alla vittoria nel girone C di lega pro che ormai tutti sperano di rivedere in un lontanissimo futuro. L'estate scorsa, è arrivato fra lo scetticismo più totale, diverse erano le opinioni contrarie a che Giovanni Stroppa guidasse la squadra, e molti si stavano prendendo la ragione quando il foggia ebbe una piccola scivolata non voluta. Il tecnico rossonero, è forse l'uomo adatto a che si possa ancora masticare del bel calcio, e rivedere le squadre che contano nel rettangolo verde dello Zaccheria. La sua umiltà, la sua calma, a volte apparente, ha dato una mano alla compagine, a reagire e a portare a casa questa promozione che non è e ci si augura non sia l'unica. Chi ricorda la partita Foggia Juventus del dicembre del 1993, ricorderà come fini, ma ricorderà anche le parole che Zeman rivolse alla sua squadra, ch era arrivato il momento di giocare e che l'allenamento era finito. C'è da pensare, che Giovanni stroppa, abbia detto la stessa cosa? Probabile, ma quello che è certo che è riuscito in ciò che nessuno si aspettava, ma che con il lavoro e la dedizione sarebbe sicuramente arrivato. E' riuscito dove altri avevano fallito. Il responsabile della comunicazione, chiama uno per uno i giocatori, che si presentano con i figli le mogli, i genitori, ed anche il cane, tutti con la maglia di ognuno di loro, e vedere quei bimbi correre su quel prato verde, è stata una visione tenera ed umana. Il giro di campo di rito, l'alzare la coppa, girare per il campo con una bandiera, tutti insieme! Perchè tutti insieme si può vincere e non solo nel calcio.

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