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Economia, l'Italia rallenta, a rischio gli obiettivi di fine anno

Economia, l'Italia rallenta, a rischio gli obiettivi di fine anno

Siamo quasi arrivati a fine anno e cosa ne è stato della tanto declamata "ripresina"? Niente, si è semplicemente arrestata. I nuovi dati, infatti, mettono in evidenza come nel terzo trimestre si riporti un mesto +0,2%. Forse le previsioni del Governo, a questo punto, possono risultare un po' troppo ottimistiche. Infatti si stimava una crescita del +0,9% entro fine anno, ma di questo passo, a poco meno di due settimane dalla fine del 2015, raggiungere l'obiettivo sembra utopistico. Quindi, in generale, la crescita di quest'anno è solamente dello 0,6%.
 
I dati sono, naturalmente, confermati dall'Istat ed evidenziano come l'obiettivo designato dal Patto di stabilità del +0,9% sembri ormai destinato a non essere raggiunto. Forse c'è stato un po' troppo ottimismo, e per certi versi sembra, almeno dal punto di vista del capo del Governo, essercene ancora. Bisogna solo capire se questo ottimismo è frutto di una concreta possibilità o solo un modo per convincere e auto convincersi che tutto procede secondo i piani. Ma d'altro canto basta guardarsi attorno, basta analizzare il contesto in cui si vive per rendersi conto che non tutto è così in discesa come si pensava fino a poche settimane fa.
 
Sono soprattutto le spese delle famiglie a trainare un'economia stanca e fiacca, economia che, dopo i fatti di Parigi, deve fare i conti con la crisi dei mercati emergenti. Ma non solo famiglie, anche alle imprese stava mancando la fiducia nel sistema, e del resto come dare loro torto quando praticamente più della metà degli introiti viene fagocitato dalle pesanti tasse? Si salvano quelle che hanno pensato di spostare le attività in un porto franco, in modo da poter rimettere in sesto il capitale aziendale e non essere costretti a mandare a casa i dipendenti: contributi, affitti, salari e imprevisti non danno alcun respiro (agg su http://www.spaziomutui.com/case-in-affitto.htm).
 
In tutto questo scenario, un ruolo fondamentale lo gioca anche la paura, paura di questi ultimi atti di terrorismo che inducono a comportarsi con molta più prudenza rispetto a prima. E proprio di questa situazione risentono i mercati. C'è quindi da sperare che il PIL possa avere un'impennata -che sarebbe anomala per la verità- e che debba crescere per lo meno del +1% per far sì che l'anno possa concludersi quanto più vicino possibile alle aspettative del Governo.

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